Archivio

  • Collezioni, collezionisti, collezionismo. Origini e futuro della memoria del cinema
    N. 45 (2025)

    Il presente numero monografico si inserisce nell’alveo delle iniziative previste dal PRIN 2022 “MOV.I.E. Musei del cinema e patrimonio audiovisivo: prospettive storiche, strategie di valorizzazione, ecosistemi contemporanei”con l’intento di raccogliere contributi che prendano in considerazione in particolare il ruolo dei collezionisti e del collezionismo, sia in riferimento all’origine e alla formazione delle collezioni del cinema (pellicole, macchine e tecnologia, documenti extrafilmici, memorabilia ecc.), sia in riferimento ai processi di patrimonializzazione del cinema stesso, in relazione all’istituzione e alla storia di cineteche, musei e archivi, sullo sfondo delle questioni teorico-metodologiche che questa storia richiama.

  • N. 44 (2024)

    Questo numero della rivista si articola in due dossier distinti. Il primo, We are spirits in the material world, esplora la centralità della cultura materiale all’interno dei media e non solo. Il secondo, invece, rende omaggio a David Bordwell, uno tra i massimi studiosi di Film & Media Studies.

  • L'immagine algoritmica tra media, arte, società
    N. 41-42 (2023)

    L'“algorithmic turn” degli studi sulle immagini ha provocato una serie complessa di conseguenze. Possiamo evidenziarne almeno tre. In primo luogo, si sono allentati i confini disciplinari tra aree che si occupano di visuale: film and media studies, semiotica, estetica, storia dell’arte, archivistica, sociologia visuale, ecc. si trovano oggi a osservare congiuntamente il nuovo panorama che gradualmente si delinea. In secondo luogo, le discipline dell’immagine si trovano a confrontarsi sempre di più con aree extramediali ed extraestetiche, dalla data science ai processi di sorveglianza, dagli utilizzi delle immagini nella ricerca scientifica a quelli bellici. Se i visual studies sottolineavano la connessione tra le immagini, i loro contenuti rappresentativi e i fenomeni sociali, oggi sono soprattutto i dispositivi visuali a costituire i luoghi di transizione tra i differenti utilizzi delle immagini. Infine, le immagini algoritmiche hanno spinto la riflessione sul terreno del rapporto tra produzioni espressive e tecnologia, sia nei suoi addentellati estetici e metafisici, sia in quelli archeologici. Le interazioni con i dispositivi visuali sono apparse sempre più comparabili all’utilizzo di attrezzi, con tutti i complessi processi di costituzione reciproca di dispositivi, immagini e soggetti che queste pratiche implicano.