Dalla conoscenza al monitoraggio: l’evoluzione degli Atlanti del Cibo nella governance alimentare urbana. Il caso della Città Metropolitana di Roma Capitale
DOI:
https://doi.org/10.13135/3034-834X/14170Parole chiave:
Sistemi alimentari urbani, Politiche del cibo, Governance alimentare, Sicurezza alimentare, Indicatori territoriali, Pianificazione metropolitana, Atlante del cibo, RomaAbstract
Negli ultimi anni, gli Atlanti del Cibo si sono affermati come strumenti rilevanti per l’analisi dei sistemi alimentari urbani e per il supporto alle politiche territoriali. Questo articolo analizza l’evoluzione dell’Atlante del Cibo della Città Metropolitana di Roma, confrontando la versione del 2022 con l’aggiornamento attualmente in corso, condotto anche nel nell’ambito del progetto ONFOOD_ATLAS. Attraverso un’analisi comparata degli indicatori, il contributo evidenzia il passaggio da un approccio descrittivo e sistemico a una logica orientata al monitoraggio, basata su un insieme selezionato di indicatori sintetici. Il lavoro propone di interpretare tale trasformazione attraverso il paradigma della sicurezza alimentare, considerata come dimensione integrativa che connette produzione, accesso e consumo, la sfera sociale e quella economica. L’introduzione di indicatori quali l’autosufficienza alimentare (IAA), l’indice di accessibilità economica (IAE) e la Food Insecurity Experience Scale (FIES) consente di costruire una lettura articolata delle vulnerabilità territoriali e delle disuguaglianze nell’accesso al cibo. I risultati mostrano un duplice processo: da un lato, un miglioramento nella capacità di misurazione e monitoraggio del sistema alimentare; dall’altro, l’emergere di criticità strutturali legate alla dipendenza esterna, all’aumento dei prezzi e alla limitata adeguatezza dell’assistenza alimentare. Il caso di Roma evidenzia come gli Atlanti del cibo possano evolvere da strumenti conoscitivi a dispositivi di governance, contribuendo alla definizione e alla valutazione delle politiche alimentari urbane. Tuttavia, tale evoluzione richiede un equilibrio tra sintesi e complessità, al fine di evitare una semplificazione eccessiva delle dinamiche territoriali.