Performance (de)scritte: la partitura musicale tra oralità e scrittura

Autori

DOI:

https://doi.org/10.13135/2389-6086/11865

Parole chiave:

Tecno-estetica, mente estesa, musica, notazione, polifonia medievale

Abstract

L’introduzione della scrittura accanto all’oralità ha segnato una rivoluzione cognitiva, permettendo di esternare e fissare il pensiero su un supporto permanente. La scrittura musicale, pur essendo per certi aspetti simile a quella verbale, se ne distingue nettamente: la musica scritta non genera un’arte letteraria la cui esperienza estetica si esaurisce nel solo atto della lettura, poiché richiede intrinsecamente la sua realizzazione uditiva. La notazione musicale non annulla la dimensione esperienziale dell’esperienza performativa, poiché la creatività musicale non è solo appannaggio di una res cogitans disincarnata. Al contrario, facilita una comprensione più profonda del fenomeno musicale, come dimostra l’osservazione dell’evoluzione e dell’integrazione delle pratiche monodiche e polifoniche nella musica medievale. La scrittura musicale non ha sostituito la dimensione orale e performativa, ma l’ha piuttosto integrata, aprendo così nuove possibilità compositive e permettendo un’ibridazione sensoriale intermodale.

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Biografia autore

Serena Allegra, University of Milan; University of Messina

Serena Allegra is a PhD candidate in Image, Language, Figure: Forms and Modes of Mediation (National Interest PhD Program) at the University of Milan and the University of Messina. She is a member of the Early Career Researchers' Group, a tenured teacher of literary subjects, and collaborates with the EAR Teatro di Messina. She holds master’s degrees in Classical Tradition, Pedagogy, Cognitive Sciences, Performing Arts, Theory of Communication, Musicology, and Classical Singing.

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Pubblicato

2025-12-28

Come citare

Allegra, S. (2025). Performance (de)scritte: la partitura musicale tra oralità e scrittura. Mimesis Journal, 14(2), 19–36. https://doi.org/10.13135/2389-6086/11865