Aspetti stilistici del Tabucchi anni Ottanta (Notturno indiano e Il filo dell’orizzonte)

Abstract

Il saggio analizza gli aspetti stilistici della narrativa di Antonio Tabucchi negli anni Ottanta, concentrandosi sui romanzi Notturno indiano e Il filo dell’orizzonte, di cui viene in primo luogo registrata la discontinuità rispetto ai romanzi degli anni Settanta e la piena appartenenza alla fase postmodernista dell’autore. Il focus principale del saggio è rappresentato dalle «figure del silenzio», intese come reticenze, omissioni, allusioni e blank più o meno integrabili che attraversano la narrazione. In Notturno indiano prevalgono le figure del non sapere e dell’ambiguità, avvitate a un tema letterario di grande tradizione come quello del doppio. A esse, in Il filo dell’orizzonte si aggiunge il tema dell’impossibilità di decifrare la realtà attraverso i documenti, specie quelli fotografici. L’intertestualità contribuisce a creare zone di indeterminazione che richiedono la partecipazione interpretativa del lettore. In entrambi i romanzi il silenzio non è solo un tema e un mezzo linguistico, ma il principio strutturante della scrittura: il non dire si fonda sul non sapere e registra l’ambiguità intrinseca del reale e la difficoltà o impossibilità a decifrarlo.

https://doi.org/10.13135/3103-294X/13706
PDF
Creative Commons License

TQuesto lavoro è fornito con la licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale.

Copyright (c) 2026 Il romanzo. Teorie, forme, dispositivi