Sulla narrativa breve di Tabucchi. Aspetti testuali e linguistici

Abstract

Il saggio prende in esame le due principali raccolte di racconti pubblicate da Tabucchi negli anni Ottanta – Il gioco del rovescio (1981 e 1988) e Piccoli equivoci senza importanza (1985) –, evidenziandone le scelte narratologiche e stilistiche. L’analisi considera sia dimensioni macrotestuali e strategie discorsive di ampia gittata, sia aspetti sintattici e lessicali circoscritti; e si conclude con dei rapidi primi piani su alcuni casi emblematici. Emerge la capacità di Tabucchi di condensare, nella misura breve del racconto, trame complesse dalle temporalità multiple, scorciate ad arte, attraverso ellissi e reticenze significative. E questo con soluzioni espressive che, nell’insieme, risultano segnate da un’ossimorica compresenza di ricercato e di spiccio, di concettoso e di corrivo: nella calibrata movimentazione linguistica di una scrittura che tende a presentarsi in forma di oralità stilizzata e sa tenere insieme – ma senza cozzi espressionistici, con discrezione – registri anche molto divaricati (le voci più comuni e colloquiali con i cultismi e i forestierismi più inusitati).

https://doi.org/10.13135/3103-294X/13705
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