Questione di diritti, la paternità della sceneggiatura negli anni Sessanta e Settanta

Autori

DOI:

https://doi.org/10.13135/1970-6391/10885

Abstract

“Caro Pirro, lei mi scrive che il produttore ha il diritto di pubblicare la sceneggiatura. Se ha questo diritto, vuol dire che glielo avete ceduto voi, che non è affatto un diritto implicito nella cessione di un soggetto per un film. Pensate a quanti soggetti ha ceduto Moravia, mentre le sceneggiature dei film tratti dai suoi libri non sono state pubblicate”. Valentino Bompiani scrive della possibile pubblicazione della sceneggiatura del film Le Soldatesse (V. Zurlini, 1965) da parte dell'editore Cappelli. Ciò avviene nell'ottobre 1964 e Bompiani non sbaglia a inviare tale risposta a Ugo Pirro, autore del romanzo da cui era tratto il film. Secondo l'art. 49 della l.d.a. (L. 22 aprile 1941 n. 633) sceneggiatori e autori hanno diritto a utilizzazioni separate anche dopo la cessione dei testi a un produttore, purché ciò, ovviamente, “non pregiudichi i diritti di sfruttamento economico dell'opera cinematografica”. Simili episodi di “tesaurizzazione” della proprietà intellettuale da parte dell'industria cinematografica non sembrano però essere isolati nel panorama produttivo italiano degli anni Sessanta e Settanta. Attraverso una ricerca d'archivio condotta in alcuni importanti archivi editoriali e riguardante i problemi sorti per la stampa della sceneggiatura di Ultimo tango a Parigi (B. Bertolucci, 1972) pubblicata nel 1973 da Einaudi, il contributo si propone di approfondire alcuni aspetti e problemi relativi alla questione del diritto d'autore delle sceneggiature italiane.

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Pubblicato

2022-06-20

Come citare

Zanco, M. (2022). Questione di diritti, la paternità della sceneggiatura negli anni Sessanta e Settanta. La Valle dell’Eden, (39), 23–32. https://doi.org/10.13135/1970-6391/10885