La forma breve nelle culture audiovisive e mediali contemporanee. Teorie, pratiche e industrie (#50)

2026-06-30

La forma breve vive da sempre in una condizione di incertezza consustanziale. «È un genere? Una bozza? Un assaggio? Un cugino degenerato del ben più nobile racconto letterario? Un singolo accattivante che annuncia un album?» si è chiesto ironicamente Thierry Méranger (2007), preludendo alla necessità di abbracciare quell’intrinseca indeterminatezza che fa della forma breve un «genere oltre i generi» (Walde 2022). Questa natura paradossale, lungi dall’essere un limite, rappresenta una delle sue caratteristiche più fertili: un invito a interrogare la forma breve audiovisiva oggi come oggetto teorico, pratica artistica e segmento industriale.

Con l’intento di concentrarsi sulle forme contemporanee – non escludendo al contempo nuove prospettive storiografiche –, il presente fascicolo mira a restituire una cartografia quanto più ricca possibile dello stato delle forme brevi. Nel contesto attuale, segnato dalla digital disruption e dalla convergenza mediale, queste hanno infatti assunto una rinnovata centralità, proponendosi come uno dei punti di osservazione privilegiati per leggere le linee di sviluppo della sperimentazione estetica, dell’innovazione tecnologica e della produzione e circolazione mediale. Un campo estremamente diversificato, nel quale convivono forme brevi consolidate da una lunga storia produttiva e culturale e forme più recenti, caratterizzate da una marcata fluidità e da una continua ridefinizione delle proprie convenzioni espressive insieme alle piattaforme e agli ambienti mediali che le ospitano. Una costellazione di forme che popola il panorama audiovisivo – cortometraggio, videoclip, videoarte, fashion film, screendance, extended reality, pubblicità, interludi, animazione, cinema d’impresa, video saggi – e l’ecosistema dei nuovi media – vertical video-drama, reel, stories, gif, trailer, bumper ads.

A fronte di una materia così complessa e polimorfa, l’adozione di sguardi teorici interdisciplinari diventa cruciale; si propongono innanzitutto due prospettive d’analisi che permettono di dialogare con la pluralità dei supporti e dei linguaggi contemporanei. Da un lato, l’approccio olistico della filosofia della comunicazione e, in particolare, il quadro teorico proposto in Compact Cinematics (Hesselberth e Poulaki 2017), capace di cogliere le risonanze intermediali in nome di una compactness che si configura come attributo trasversale – formale, contenutistico e tecnologico – delle immagini in movimento nell’attuale bit-sized media culture. Dall’altro lato, la recente applicazione della format theory ai film studies compiuta da Haidee Wasson (2015) e Laura Walde (2022) – che considera la brevità dello short film una proprietà di formato e non una categoria estetica  – sulla scia delle proposte avanzate in Format Matters: Standards, Practices, and Politics in Media Cultures (Jancovic et al. 2020).

A fianco di queste prospettive teoriche, e osservando questa galassia attraverso il filtro dei film studies, è innegabile la predominanza, quantomeno storica, del cortometraggio, che oggi sta cercando di tramutare la sua proliferazione (legata a risorse economiche più rilevanti e alla nascita di svariati nuovi canali di fruizione) in un’industria strutturata incentrata su festival e piattaforme SVOD dedicate. In un contesto in cui l’oggetto teorico viene costantemente rimodellato da dinamiche industriali in fase di assestamento, gli approcci affini all’economia dei media (Chessa 2015, Furxhi e Stucchi 2007, Vannucci 2014) possono ancora risultare essenziali per cogliere e restituire tanto le caratteristiche quanto le zone d’ombra delle forme brevi audiovisive. Non a caso, se il cortometraggio è riuscito, nel nuovo millennio, ad affermare un’idea di sé come «misura testuale autonoma, categoria produttiva e tipologia di consumo specifica» (Stucchi 2007) è grazie all’assimilazione del modello industriale del lungometraggio, fondato sulla centralità del narrativo come fulcro attorno a cui far orbitare altri generi e tecniche. Una mutazione formale favorita dai diversi studi che hanno affrontato la necessità di definire un’estetica, così come un canone, del cortometraggio (Arecco 2016, Cantell 2012, Felando 2015, Raskin 2002 e 2022).

Parallelamente gli studi sulle forme brevi si sono nutriti di molteplici apporti: dalle considerazioni sulla fugacità televisiva raccolte da Grainge (2011) alle riflessioni di Arcagni (2004 e 2007) e Vernallis (2004 e 2013) sulle estetiche del videoclip; dalle fondamentali ricerche sulla videoarte e il cinema sperimentale (Bernabei 2021, Bertozzi 2012 e 2018, Lischi 2001, Rees 1999), fino agli studi sull'animazione (Bendazzi 2017, Wells 1998), sulla screendance (Amaducci 2020) e sul fashion film (Amaducci 2021, Buffo 2025, Rees-Roberts 2018). Si tratta di un patrimonio di conoscenze che oggi appare necessario capitalizzare, al fine interrogare in modo ampio e trasversale la forma breve contemporanea nella sua triplice natura di oggetto teorico, fenomeno creativo e realtà produttiva. 

Un ulteriore e promettente filone di indagine e riflessione riguarda la valenza pedagogica delle forme brevi nel contesto scolastico e universitario. Grazie alla loro concisione, questi formati si configurano come uno strumento didattico privilegiato per sperimentare metodologie di analisi testuale e avvicinare nuovi pubblici ai linguaggi mediali, alimentando una riflessione specifica (Felando 2025, Kennedy-Karpat 2022) che ne valorizza la funzione di laboratorio critico.

Le svariate prospettive delineate non fanno che esaltare la centralità di questo formato nel panorama mediale odierno, evidenziando come le continue sovrapposizioni e le reciproche contaminazioni abbiano contribuito (e tuttora contribuiscano) a plasmare le forme brevi e a crearne di nuove. Per tale motivo, il presente numero di «La Valle dell’Eden» accoglie saggi, in italiano e in inglese, che affrontino casi di studio storici o contemporanei, con la possibilità di orientarsi principalmente, ma non esclusivamente, verso i seguenti assi tematici:

  • Teorie e genealogie dei formati brevi: continuità, rotture e specificità delle forme brevi audiovisive in relazione ad altre forme espressive storiche, come il racconto letterario o il componimento poetico.
  • Pratiche di scrittura delle forme brevi audiovisive: modelli analitici, strategie strutturali e configurazioni del racconto (e delle micro-narrazioni digitali) nelle forme brevi sia autoconclusive sia seriali.
  • Estetiche della densità e configurazioni visive dei formati brevi: le strategie di intensificazione formale, plastica e ritmica determinate dalla brevità (montaggio accelerato, loop, sinestesia audio-visiva) e l’impatto delle recenti cornici spaziali e tecnologiche (verticalità, smartphone filmmaking) sulla costruzione di nuovi stili visuali e poetiche dello sguardo.
  • Spazi di circolazione, festival e curatela delle forme brevi: le caratteristiche e le evoluzioni dei circuiti distributivi e di proposta culturale (nazionali, transnazionali e globali) – tra l’ecosistema festivaliero del cortometraggio, le reti espositive della videoarte e i festival dedicati ai formati nativi digitali.
  • Le culture produttive delle forme brevi: le logiche industriali (nazionali, transnazionali e globali), i modelli di monetizzazione e le dinamiche di lavoro dietro la produzione di contenuti brevi, in bilico tra artigianato artistico, professionalizzazione industriale ed economia dei creators.
  • Piattaforme, algoritmi e formati bit-sized: come i canali digitali di fruizione – dalle piattaforme di streaming specializzate e non, ai giganti del video sharing (YouTube, Vimeo), fino ai social media (TikTok, Instagram) – influenzano la percezione delle forme brevi, ridisegnando i confini tra prodotto artistico, intrattenimento e user-generated content.
  • Autorialità e identità: la forma breve come laboratorio estetico, spazio di sperimentazione produttiva e di condensazione delle poetiche individuali.
  • Forme di pedagogia del e con le forme brevi: la loro duttilità e agilità per l’insegnamento dei linguaggi audiovisivi, e le loro funzionalità come materiale didattico utilizzabile nei più svariati ambiti e gradi di istruzione.

 

Per proporre un articolo, inviare un abstract in lingua italiana o inglese (max 2500 battute), con al massimo 5 riferimenti bibliografici essenziali, 5 parole chiave e una biografia (1.000 battute). Le proposte vanno inviate a entrambi i curatori agli indirizzi mariapaola.pierini@unito.it e enrico.nicolosi@unito.it, e a eden@unito.it entro il 30 settembre 2026. I risultati della selezione saranno comunicati entro il 15 ottobre 2026, e i saggi completi (di massimo 40.000 battute, note e bibliografia incluse), redatti in lingua italiana o inglese, dovranno essere inviati entro e non oltre il 28 febbraio 2027 per essere sottoposti a doppia revisione anonima.

 

 

Bibliografia di riferimento/References

  • Amaducci, S. Arcagni, Music Video, Kaplan, Torino 2007.
  • Amaducci, Screendance. Sperimentazioni visive intorno al corpo tra film, video e computer grafica, Kaplan, Torino 2020.
  • Amaducci, Fashion Film. Nuove visioni della moda, Kaplan, Torino 2021.
  • Autori vari, Le forme corte: tra cinema, video, tv, web e nuovi media, «Close-Up» Volume 15, Revolver, Bologna 2004.
  • Arcagni, Cinegenerazionevideoclip, «Close-Up» Volume 15, Revolver, Bologna 2004.
  • Arecco, Il cinema breve: da Walt Disney a David Bowie. Dizionario del cortometraggio, 1928-2015, Cineteca di Bologna, Bologna 2016.
  • Bendazzi, Animazione. Una storia globale, UTET, Milano 2017.
  • I. Bernabei, Un'emozione puramente visuale. Film scientifici tra sperimentazione e avanguardia, LetteraVentidue, Siracusa 2021.
  • Bertozzi, Recycled Cinema. Immagini perdute, visioni ritrovate, Marsilio, Venezia 2012.
  • Bertozzi, Documentario come arte. Riuso, performance, autobiografia nell’esperienza del cinema contemporaneo, Marsilio, Venezia 2018.
  • Buffo, Fashion film. L’immaginario della moda nell’era digitale, FrancoAngeli, Milano 2025.
  • Cantell, Cinematic Diamonds: Narrative Storytelling Strategies in Short Fiction Film, Aalto University Publication Series, Helsinki 2012.
  • Chessa (a cura di), L'industria del cortometraggio italiano. Report 2014, Fondazione Ente dello Spettacolo, Roma 2015.
  • Elsey (a cura di), A. Kelly (a cura di), In Short: A Guide to Short Film-Making in the Digital Age, Bloomsbury, Londra 2019.
  • Felando, Discovering Short Films: The History and Style of Live-Action Fiction Shorts, Palgrave Macmillan, New York 2015.
  • Felando (a cura di), Short Film Studies, Volume 15, Issue 1, Intellect Books, Bristol 2025.
  • Furxhi (a cura di), G. Stucchi (a cura di), Le forme del corto: rapporto sui corti italiani, Falsopiano, Alessandria 2007.
  • Gelly (a cura di), C. Lardy (a cura di), I. Le Corff (a cura di), Court métrage: formes, formats, usages, «Mise au point» Volume 11, Association française des enseignants et chercheurs en cinéma et audiovisuel, 2018.
  • Grainge (a cura di), Ephemeral Media: Transitory Screen Culture from Television to YouTube, Bloomsbury, Londra 2011.
  • Grainge, C. Johnson, Promotional Screen Industries: Marketing, Media and Next-generation Aesthetics. Routledge, Londra 2015.
  • Heorhii, Adaptation of Cinematographic Techniques for Mobile and Vertical Video Formats, «The American Journal of Engineering and Technology» Volume 7, Issue 8, The Usa Journals, Mesa, Arizona 2025.
  • Hesselberth (a cura di), M. Poulaki (a cura di), Compact Cinematics: The Moving Image in the Age of Bit-Sized Media, Bloomsbury, Londra 2017.
  • Jankovic, A. Volmar, A. Schneider (a cura di), Format Matters: Standards, Practices, and Politics in Media Cultures, Meson Press, Lüneburg 2020.
  • Kennedy-Karpat, Teaching L’Opéra-Mouffe, «Short Film Studies» Volume 12, Issue 1, Intellect Books, Bristol 2022.
  • Leaver, T. Highfield, C. Abidin, Instagram: Visual Social Media Cultures, Polity Press, Cambridge 2019.
  • Lischi, Visioni elettroniche. L’oltre del cinema e l’arte del video, Marsilio, Venezia 2001.
  • Méranger, Le Court Métrage, Éditions Cahiers du Cinéma, Parigi 2007.
  • Périneau (a cura di), Les formes brèves audiovisuelles: Des interludes aux productions web, CNRS Éditions, Parigi 2013.
  • Raskin, The Art of the Short Fiction Film. A Shot by Shot Study of Nine Modern Classics, McFarland Publications, Jefferson, N.C. e Londra 2002.
  • Raskin, The Yin and Yang of Short Film Storytelling, Quid Pro Books, New Orleans 2022.
  • L. Rees, History of Experimental Film and Video, British Film Institute, Londra 1999.
  • Rees-Roberts, Fashion Film. Art and Advertising in the Digital Age, Bloomsbury, Londra 2018
  • Schleser, Smartphone Filmmaking: Theory and Practice, Bloomsbury, Londra 2021.
  • Vannucci, A Rising Wave. An Analysis of the Ecosystem, Policies and Practices of the Contemporary Italian Short Film Festivals, «Cinergie – Il Cinema e le altre Arti» volume 6, 2014.
  • Vernallis, Experiencing Music Video: Aesthetics and Cultural Context, Columbia University Press, New York 2004.
  • Vernallis, Unruly Media: YouTube, Music Video, and the New Digital Cinema, Oxford University Press, New York 2013.
  • Walde, F. Liptay (Supervisor) Brevity - Format - Program. The Short Film and Its Exhibition, Tesi dottorale, University of Zurich, Zurigo 2022.
  • Wasson, Formatting Film Studies, «Film Studies» Volume 12, Issue 1, Manchester University Press 2015.
  • Wells, Understanding Animation, Routledge, Londra 1998.