Attivismo artistico: uno sguardo globale
DOI:
https://doi.org/10.13135/2389-6086/13024Abstract
Il ruolo della danza nei contesti di protesta viene esaminato attraverso il suo rapporto con l'attivismo politico. La danza è interpretata come una forma di agency capace di favorire alleanze, produrre contro-narrazioni e sfidare il potere. Attraverso i corpi in movimento e l'agire collettivo, essa diventa uno strumento di resistenza per le soggettività oppresse, consentendo la riappropriazione dello spazio pubblico. Una serie di casi di studio – dalle proteste del 2021 in Colombia al movimento Black Lives Matter, dal flash mob femminista Un violador en tu camino alla Grande Marcia del Ritorno a Gaza nel 2018 – illustra come il corpo danzante operi in contesti di conflitto e repressione. La danza emerge così come una tecnologia politica incarnata: non rappresenta la protesta, ma la mette in atto, configurandosi come una forma di insorgenza contro i dispositivi contemporanei di controllo dei corpi.
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