Il Metaverso e il suo doppio. Realtà Espansa e Teatro in una prospettiva neuroculturale
DOI:
https://doi.org/10.13135/2389-6086/11879Parole chiave:
XR, mediologia, metaverso, doppioAbstract
Il saggio propone un’analisi mediologica di Teatro e Realtà Espansa, alla convergenza tra performatività e immersività nell’elaborazione di forme comunicative, rappresentative e di senso. Considerare la XR una forma performativa e non solo visiva di (ri-)elaborazione sociale può rilanciare il teatro greco come elaborazione individuale di informazioni (de Kerckhove 1982) e primo medium (Deriu 2013), che però non depotenzia l’esperienza fisica e l’abilità intellettiva del pubblico: il théatron antenato della performance (Fischer-Lichte 2014) e di una serie di visual media contemporanei, vive della fruizione corporea sollecitando l’ibridazione delle forme di memoria. L’esperienza archi-schermica (Carbone 2019) e dividuale (Carbone 2019; Carbone e Lingua 2023), gestuale (Grespi 2019) ed embodied (Gallese e Guerra 2015), aprendo a un teatro come quasi-protesi (Carbone e Lingua 2023) neuroculturale (de Kerckhove 2008), riunisce, nel corpo, le idee di schermo (Streuven 2021) e di rito (Artaud 2000).
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