Abstract
Il saggio propone una rilettura linguistico-stilistica di quattro esordi narrativi pubblicati nel biennio 1980-81: Il nome della rosa di Eco, Altri libertini di Tondelli, Diceria dell’untore di Bufalino, Treno di panna di De Carlo. Quattro titoli che, percepiti da subito come segno di una svolta, inaugurano altrettanti filoni della cosiddetta «nuova narrativa italiana». L’analisi disegna un “quadrivio stilistico” mobile, in cui le posizioni reciproche dei testi si riconfigurano in quadrati semiotici di volta in volta diversi a seconda del parametro adottato (età e ambientazione; lingua e stile; resa del parlato; rapporto con la lingua d’uso; focus sociolinguistico), restituendo la pluralità di soluzioni che caratterizza l’avvio del decennio. Sullo sfondo, l’emergere di un neostandard narrativo parallelo a quello sociolinguistico descritto da Berruto. La sezione finale si concentra su Treno di panna, proponendo quattro direzioni di lettura alternative al modello calviniano: dallo sguardo alla voce, dalle parole ai gesti, dalla superficie allo spazio, dall’astratto al concreto.

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