Alberto Moravia: da "Gli indifferenti" allo sperimentalismo in "L'attenzione"

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Abstract

Il saggio analizza il romanzo L’attenzione (1965) di Alberto Moravia come opera di svolta nella produzione dello scrittore, letta in continuità e in contrasto con Gli indifferenti (1929) e alla luce dei saggi teorici contenuti in L’uomo come fine (1964). Il romanzo viene interpretato come un pastiche consapevole, un esperimento metanarrativo che decostruisce le certezze del romanzo realista per interrogare i limiti dell’autenticità nella scrittura. Attraverso la figura di Francesco Merighi, alter ego dello scrittore, Moravia inscena un atto radicale di rifiuto della realtà, percepita come inautentica, e riflette sulla crisi del romanzo: il diario sostituisce la narrazione lineare, i sogni si confondono con i fatti, e la voce narrante ammette le proprie menzogne, instaurando un nuovo patto di sincerità con il lettore. L’attenzione si configura, quindi, come un “romanzo sul romanzo”: un’indagine sulla possibilità della letteratura di restituire la verità dell’esperienza attraverso lo sperimentalismo della scrittura.

https://doi.org/10.13135/3103-294X/12553
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