Una filiera di inganni tra Italia e Spagna: Lelie, matrici novellistiche, figure forestiere

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DOI:

https://doi.org/10.13135/1594-378X/10734

Resumen

Il presente articolo si propone di indagare l’eco ottenuta – nel contesto italiano e spagnolo della fine del XVI secolo – da Lelia, la protagonista femminile de *Gl’Ingannati*, una commedia composta collettivamente dall’Accademia degli Intronati in occasione del Carnevale del 1532 e poi più volte pubblicata, con grande successo editoriale, a partire dal 1537. Dopo aver ricordato il ben noto legame che unisce – durante il Rinascimento – il genere narrativo a quello drammatico, l’attenzione si concentrerà su due opere specifiche, discendenti dalla fonte senese: innanzitutto, la rielaborazione di Matteo Bandello, che attinge da *Gl’Ingannati* la trama per la sua novella «Nicuola e Lattanzio». La parte finale del saggio è dedicata alla traduzione creativa di Lope de Rueda, uno dei drammaturghi e attori più interessanti del Siglo de Oro. L’analisi sarà guidata da tre leitmotiv: l’interesse per le qualità specifiche della figura femminile, la matrice romanzesca dell’intera catena di inganni e, infine, le caratteristiche drammatiche dei personaggi stranieri (dallo spagnolo Giglio, eliminato da Bandello, a Guiomar, personaggio di colore interpretato dallo stesso Rueda).

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Publicado

2026-07-10

Número

Sección

Monográfico 24.1: «Moviome a sacarlo a luz el ser de gusto y entretenimiento». Literatura y lectura entre Italia y España (coordinado por Carlo Basso)