Oltre il limite di genere: le scienziate bolognesi del Settecento. Percorsi di eccellenza femminile
DOI:
https://doi.org/10.13135/2724-4954/13886Parole chiave:
Laura Bassi, Anna Morandi Manzolini, donne e scienza, Bologna in età moderna, educazione scientifica, genere e conoscenzaAbstract
Nel Settecento, mentre la Rivoluzione scientifica ampliava i confini del sapere, barriere strutturali continuavano a limitare l’accesso delle donne alle università europee. Bologna, tutta-via, si affermò come un centro unico per l’attività scientifica femminile, offrendo rare aperture istituzionali che permisero a poche studiose di intraprendere percorsi accademici in ambiti tradizionalmente loro preclusi. Questo contributo esamina due figure pionieristiche, Laura Bassi e Anna Morandi Manzolini, le cui prospettive, differenti ma complementari, trasformarono il panorama intellettuale dell’epoca. Laura Bassi, fisica eccezionale e docente universitaria, promosse un modello teorico e pedagogico della scienza, diffondendo la fisica sperimentale negli ambienti accademici. Anna Morandi, celebre per le sue competenze anatomiche e per la modellazione ceroplastica innovativa, sviluppò forme sperimentali e artigianali di conoscenza che contribuirono a ridefinire la formazione medica. Entrambe sfidarono i limiti imposti dal loro genere e dimostrarono la portata intellettuale e sociale della partecipazione femminile alla scienza della prima età moderna. Analizzando le loro storie intrecciate, il contributo mette in luce il ruolo eccezionale di Bologna nel favorire la pratica scientifica femminile e mostra come L. Bassi e A. Morandi abbiano superato i vincoli sociali e di genere del loro tempo, incarnando due percorsi convergenti verso l’autorità accademica. Le loro carriere non solo illuminano l’intersezione tra genere, cultura istituzionale e pratica scienti-fica nell’Europa della prima età moderna, ma ispirarono anche le generazioni successive, contribuendo al graduale processo di emancipazione femminile nella vita accademica europea.

