Per quel che è del re, della città e dei pubblicani.

Ruolo e rilettura dell’Horothesia di Dionysopolis (IGBulg V 5011) nell’ambito dell’espansione romana nel Mar Nero occidentale

Autori

  • Jacopo Lampeggi Università degli Studi di Torino

DOI:

https://doi.org/10.13135/2039-4985/13387

Abstract

Attraverso l'analisi dell'Horothesia di Dionysopolis, un'iscrizione greca risalente all'inizio I secolo d.C., il contributo intende gettare nuova luce sulla penetrazione dell'autorità romana lungo le coste del Mar Nero sud-occidentale, ponendo l'accento sulle relazioni intercorse fra l'Urbe e i suoi alleati greci e traci in quest'area dell'Europa balcanica. In particolare, tali vicende vengono qui rilette alla luce del testo dell'iscrizione, di cui si fornisce per la prima volta una traduzione completa, utile a comprendere le dinamiche che regolarono i rapporti fra Roma e Cotys III, re dei Traci, il cui accordo con la città di Dionysopolis doveva essere volto a ottenere delle esenzioni da parte dei pubblicani locali. Con la nascita della provincia di Mesia, infatti ,  i romani introdussero una serie di imposte nell'area, la cui riscossione pare fosse stata affidata a un'apposita società di pubblicani, le cui funzioni vengono qui ricostruite sulla base del lessico epigrafico dove, accanto a formule amministrative tipicamente ellenistiche, compaiono anche probabili traduzioni di espressioni fiscali romane.

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Pubblicato

2026-08-10

Fascicolo

Sezione

Saggi