Polibio imitatore ed imitato

Scelta dell’argomento, organizzazione del materiale, compiutezza, continuità e varietà della narrazione da Tucidide a Dionisio di Alicarnasso

Autori

  • John Thornton Dipartimento di Scienze dell'Antichità - Sapienza Università di Roma

DOI:

https://doi.org/10.13135/2039-4985/12493

Abstract

A partire dalla Lettera a Pompeo Gemino di Dionisio di Alicarnasso e dalle Storie di Polibio, si tenta di esaminare alcuni punti di un più ampio dibattito storiografico, dai successori di Tucidide all’età di Augusto: la scelta dell’argomento, l’organizzazione del materiale, e inoltre compiutezza, continuità e varietà della narrazione. Con la necessaria prudenza, si avanza la possibilità che nel proemio Polibio, in dialogo forse solo indiretto con un celebre passo della Poetica (1459 a, 21-28), intendesse rivendicare l’unità d’azione che Aristotele aveva negato alla storiografia: a partire dalla symploke (217 a.C.), la storia aveva assunto il carattere di un tutto organico, in quanto le vicende delle diverse parti dell’oikoumene muovevano verso uno stesso telos. Quindi, prendendo spunto da un capitolo (XXIX 12) in cui Polibio si confessa imitatore di se stesso, si critica la tendenza della ricerca contemporanea ad attribuire agli storici antichi significativi riecheggiamenti dei propri predecessori, su basi talora francamente inadeguate.

##submission.downloads##

Pubblicato

2026-08-10

Fascicolo

Sezione

Sezione tematica